com'era

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Il primo insediamento industriale risale al 1793. Antica ferriera pontificia, è ancora maggiore fabbrica umbra al momento dell’Unità nazionale con un’estensione pari a 12.000 mq. Nel 1905 la ferriera chiude e dal 1910, con trasferimento di proprietà alla Società Anonima Cooperativa per l’Esercizio delle Arti Meccaniche e Metallurgiche e alla Idros - poi Sias (Società Italiana per l’Ammoniaca Sintetica) - lo stabilimento, composto da diversi fabbricati, magazzini, uffici, abitazioni e depositi di minerale, è destinato a lavorazioni metalmeccaniche e chimiche prevalentemente per scopo bellico. Nel 1925, sotto l’impulso di Luigi Casale, la Sias viene trasformata in Siri (Società Italiana Ricerche Industriali). Principali attività della Società sono la produzione di ammoniaca sintetica e prodotti chimici e lo studio e lo sfruttamento di nuovi procedimenti industriali nel campo della chimica, della fisica e della meccanica. Dal 1945 al 1970 si registra un progressivo calo della produzione e dei lavoratori per arrivare alla chiusura definitiva nel 1983. La proprietà dell’area viene rilevata in più fasi, dal 1997 al 2002, dal Comune di Terni per la quasi totalità dell’ex opificio.

L’intervento totale di recupero e rifunzionalizzazione da parte del Comune prevede la creazione di un complesso polifunzionale composto di servizi destinati alla cultura completato da funzioni residenziali e terziarie. L’obiettivo è la realizzazione di un nuovo polo focale urbano, strettamente integrato al centro storico e caratterizzato dalla conservazione dell'architettura industriale. Unitamente alla conservazione del viale di accesso e dello slargo centrale del sistema abitativo originario e di alcuni elementi infrastrutturali, come le opere di presa d’acqua per le centrali elettriche, la totalità degli edifici preesistenti è adibita a servizi culturali, mentre al primo piano del corpo perimetrale è dedicata la funzione abitativa.