In osservanza del dpcm 8 Marzo 2020 il Caos, il Teatro Sergio Secci, l’Anfiteatro Romano, il Fat Art Club sono chiusi al pubblico già da qualche giorno, e lo saranno fino al prossimo 3 Aprile – salvo diverse indicazioni.

Stiamo lavorando intensamente, ognuno dalla propria casa, alla programmazione di quella che si annuncia già – presto o tardi che arrivi – come una primavera potente, permeata da un bisogno di bellezza e comunità che da tempo non ci era dato sperimentare.

Prima o poi ci sarà permesso di tornare alla vita di sempre, e allora avremo voglia e bisogno di incontrare persone, arte, bellezza, progetti. Non possiamo evitare di credere che da questo fenomeno globale – nascosto ed insieme letale come una paranoia sci-fi materializzata d’improvviso – nascerà un’Arte nuova.

Nella nostra forma vivente di museo, di realtà devota alla produzione artistica e culturale, non possiamo che pensare al destino dell’Arte, in questo momento. E non parliamo qui di visite virtuali al museo o social strategies studiate per non perdere “presa” sul pubblico, perché è chiaro che un approccio simile lascerà il mondo identico a come lo abbiamo visto durante l’ultima passeggiata in centro.

Vogliamo, in questa fase, difendere il valore universale della creazione di una bellezza nuova: le esposizioni riprenderanno, le attività teatrali e di aggregazione troveranno di nuovo il loro posto al Caos. Il nostro compito è quello di fare in modo che nulla, di questi giorni, venga perso. Che nulla di quanto letto, pensato, sperimentato, annotato in questi strani giorni resti tassello muto di un’evoluzione – umana, relazionale ed artistica – ormai necessaria.

Staremo in casa, tutti. Ma avremo molti buoni motivi per sentirci, nei prossimi giorni.

A presto,

Lo staff del Caos

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