Sabato 18 giugno, alle ore 18:00, nella Project Room Sala Ronchini del CAOS di Terni, si terrà l’inaugurazione di Io non sono qui, progetto espositivo pensato dall’artista Francesca Lolli.
L’esposizione, visitabile fino a domenica 18 settembre, racconta di stereotipi, violenza e problemi sociopolitici legati alla figura della donna. Nelle opere in mostra si descrive infatti un universo visto, vissuto e agito da donne intrappolate nelle sovrastrutture patriarcali.

I diritti delle donne sono i diritti dell’intera società ed è proprio partendo dal femminino che, per l’artista, è possibile passare dal particolare all’universale. Le donne dipinte nelle opere di Francesca Lolli sono figure archetipe forti, non sempre vittoriose, stanche di essere assorbite nella retorica delle guerriere, non più accondiscendenti rispetto alle aspettative caricate sulle loro spalle, spesso sopraffatte e sconfitte da un sistema che le disegna come categoria fragile e sottomessa.

La mostra si compone di cinque video-performance in loop e di un’installazione inedita, realizzata appositamente per l’occasione. Come appendice del progetto artistico, il foyer del museo ospiterà inoltre un’opera praticabile, che invita il visitatore a sedersi comodamente in una poltrona per confrontarsi direttamente con l’immagine distorta della donna trasmessa dai mass-media.

Il progetto espositivo è accompagnato da un piccolo catalogo delle opere esposte completate dai testi critici di Francesca Calamita, Piero Deggiovanni, Pasquale Fameli e Francesca Interlenghi.

Francesca Lolli è nata a Perugia nel 1976. Si trasferisce a Milano dopo un breve periodo di studi in filosofia a Perugia. Si diploma alla scuola di Teatro ‘Arsenale’ come attrice e poco dopo si laurea in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Brera. Durante gli anni dell’Accademia lavora come attrice nella compagnia del Teatro Arsenale e partecipa a numerosi spettacoli quali Il gioco dell’epidemia di Eugene Ionesco, Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, Pulp di Charles Bukowski, La chiesa di Louis-Ferdinande Céline, e altri. Per la sua tesi di laurea gira un documentario su un fotografo newyorkese Andres Serrano. Da quel momento decide di cambiare la sua vita e di dedicarsi completamente alla video arte, alla performance e alla regia. Frequenta il CFCN (Centro di Formazione Cinematografico Nazionale – Fonderia delle Arti) diplomandosi in Regia Cinematografica. La sua ricerca si concentra sulle diversità di genere e le questioni sociopolitiche. Tra i suoi ultimi lavori: Orgia o Piccole agonie quotidiane (2016), Dolorosa Mater (2017), Nostra signora del silenzio (2018), Dentro la casa (2018), Espiazione (2018), HR+ (2019). Nel 2019 gira con Bruno Bigoni Voglio vivere senza vedermi, presentato fuori concorso al Torino Film Festival. Con Bigoni ha diretto inoltre il più recente Tre donne (2021), basato sul poema omonimo di Sylvia Plath. I suoi lavori sono stati proiettati in numerosi festival nazionali e internazionali.

L’ingresso alla mostra è gratuito.

Il Museo CAOS è aperto dal giovedì alla domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00.

Per info e prenotazioni:
tel. +39 0744/1031864

info@caos.museum

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