| dal 4 Giugno al 19 Luglio |

Perché Cyber? Perché Punk?

Il fenomeno globale che stiamo attraversando – l’orizzonte pandemico che ha già trasformato volti e abitudini – è nascosto ed insieme letale come una paranoia sci-fi materializzata d’improvviso. 

Perciò Cyber – Per tornare a parlare d’Arte con in tasca, prima di tutto, un’idea di futuro. Perciò Punk – Perché tutto ciò di cui conoscevamo il valore ha appena cambiato forma.

KU-189: SUK! 

“Non è più possibile partire dal reale e fabbricare l’irreale, l’immaginario a partire dai dati del reale. Il processo sarà piuttosto l’inverso: si tratterà di realizzare situazioni decentra­te, modelli di simulazione e di ingegnarsi a dar loro i colori del reale, del banale, del vissuto, di reinventare il reale come finzione, proprio perché il reale è scom­parso dalla nostra vita.”

(J. Baudrillard, Cyberfilosofia, 2009)

SUK! è la materializzazione di un pensiero ribelle formatosi agli antipodi della KU-esistenza in forma umana. Durante l’anno 2020 KU-189 riporta in vita memorie video di anni resistenti, immagina creature nate dagli scarti dell’esistente, ridona vita alla spazzatura del culto capitalista, in un rinnovato “rendere giustizia a stracci e rifiuti” del Benjamin dei Passages di Parigi. 

Suk è il mercato, di cui l’Umano non sa più fare a meno. 

Vecchi Giocattoli, spazzatura elettronica, resti animali, colle, colori, sostanze organiche si riassemblano dando forma ad un immaginario materico strettamente legato ad un surreale che parla di un Umano divenuto altro, della trasformazione del futuro dell’umanità in un trapassare continuo tra forme note e transumane.

LA NUOVA VITA DI UN FOYER

“Quante antiche e commoventi idee si associano alla nostra parola foyer (focolare) l’etimologia della quale è tanto importante!”  

(Francois-Rene Viconte de Chateaubriand, Il genio del Cristianesimo) 

Foyer, in francese, significa “focolare”. Attorno al focolare si incontrano in un circolo sempre noto la famiglia, l’idea domestica di conforto e le luci vive del fuoco. L’etimologia importante di Chateaubriand è nella radice foy, l’antico nome della fede – oggi foi. 

La nuova vita del foyer del CAOS parte da queste radici. Dal senso di calore, di vitalità e fiducia che nascono già legati al nome di un non-luogo dall’architettura affascinante e complessa. 

Se il foyer del CAOS ha sino ad oggi parlato soltanto della storia del sito museale, conservando come un’ombra quieta i tratti industriali del primo uso della struttura, da quest’anno sarà coinvolto in un dialogo aperto con il presente – ed il prossimo possibile futuro – dell’Arte. Ospiterà esposizioni temporanee brevi e perlopiù informali, completamente dedicate agli artisti emergenti, controculturali, locali, strambi e non ortodossi cui, siamo certi, è giunto il momento di prestare Fede.

La creazione di una bellezza nuova passa anche dall’acquisizione di uno sguardo rinnovato, che faccia del passaggio flaneur attraverso lo spazio del foyer un momento significativo dell’esperienza museale e di un approccio all’Arte che parli di libertà e suggestioni sconosciute.  

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