di Chiara Ronchini*

L’amore aumenta nel momento in cui il suo oggetto ci è negato.
L’impossibilità spinge al desiderio.
Il divieto intima alla trasgressione.
I tabù sembrano fatti apposta per essere infranti.

Mai come in questo momento si sente il bisogno di trasgredire per andare incontro al proprio amore negato. Immaginiamo di disobbedire alle regole, scavalcare le possibili recinzioni, sfuggire alla videosorveglianza, disinnescare l’allarme ed intrufolarci, con una torcia, all’interno di un Museo d’arte.

Ritrovarsi lì dentro, nel silenzio più assoluto, travolti da un odore strano che sa di cultura, di passione, di colori. Scoprire volti, forme, linee che comunque o in ogni caso sono lì, ad aspettare solo noi; perché loro, le opere, vivono dei nostri sguardi delle nostre emozioni, e questo le rende eterne.

E allora, come in un amore negato, non riusciamo più ad aspettare, i giorni ci sembrano anni, le ore ci sembrano giorni, i minuti ore, e non facciamo altro che immaginare come sarà bello il momento in cui le rincontreremo, l’attimo che finalmente ci vedrà l’uno di fronte all’altro.

Quel giorno non è lontano, la primavera ha portato il sole, il sole ha scaldato l’aria, i sorrisi diventano contagiosi, gli occhi iniziano a brillare, e il momento di una riapertura è sempre più vicino. Noi rimaniamo in fibrillazione, eccitati ed impazienti, ad immaginare come sarà l’istante che finalmente ci permetterà di rincontrare e riabbracciare il nostro grande amore: la cultura che abita un museo: siamo consapevoli che tra poco succederà veramente di nuovo.

*Coordinatore del Sistema Museale e Teatrale Ternano

One Reply to “Sogno numero 1”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *