di Chiara Ronchini*

Nel libro scritto da Renato Barilli, La scienza della cultura e fenomenologia degli stili, l’autore riflette sul senso di cultura, analizzandola in ogni sua forma, sezionandola in ogni suo significato, attraverso un’indagine storica, che vede protagonisti Wofflin e Mc Luhan, esaminando i due grandi cicli, quello della modernità dal fine quattrocento al fine settecento, e quello successivo in cui ancora viviamo oggi come postmoderno.
Sulla copertina del libro, un disegno rappresenta una spirale. Il senso che tutto torna, ritorna. Anche nella cultura.
Leggere questo libro mi aprì un mondo in testa.
C’e scritto a matita vicino al mio nome 2021.
E’ passato molto tempo, troppo, ma quello che è impresso in quel libro, vale ancora, oggi ancora di più.
L’importanza della cultura è nelle origini più remote e senza di essa siamo perduti.
Oggi a distanza di 21 anni, per caso o per destino, rincontrerò il Professore che mi cambiò la percezione del volere sapere, del voler conoscere, del voler parlare e nutrirmi di cultura a tutti costi.
Renato Barilli, illustre personaggio della scena culturale, critico d’arte e letterario italiano, oltre che rettore e professore dell’università di Bologna, sarà a Terni per un incontro sull’arte degli anni 60’.
Un’occasione unica, imperdibile, quella di sentire parlare un uomo pieno di storia dell’arte come lui, dove anche una parola può accendere una consapevolezza o una curiosità.
Ero giovane e distratta, lo guardavo con sospetto dall’aula magna del 33 di Via Zamboni, ma qualcosa mi rimase dentro, oggi non a caso, dopo moltissimi anni, ho ancora a che fare con l’arte, con la cultura, che oltre alla mia passione più grande è divenuto anche il mio lavoro, e allora ecco che in qualche modo, quella spirale, del tutto ritorna, ne vale sia per la cultura che per la vita.
Barilli non potete perderlo.

* Coordinatore del Sistema Museale e Teatrale Ternano

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